Dal 2021 a oggi la mappa dei bonus casa è cambiata quasi del tutto. Il Superbonus 110% è chiuso, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono bloccati e gran parte delle detrazioni è stata ricondotta a due sole aliquote: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili. In questa guida, aggiornata a ottobre 2026, mettiamo in fila cosa resta, cosa è scaduto e cosa conviene sapere prima di avviare una ristrutturazione.
I bonus casa attivi nel 2026, in sintesi
La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha prorogato per tutto il 2026 le aliquote che erano previste solo per il 2025. Le principali detrazioni funzionano così:
| Detrazione | Abitazione principale | Altri immobili | Limite di spesa |
|---|---|---|---|
| Bonus ristrutturazioni | 50% | 36% | 96.000 € per unità immobiliare |
| Ecobonus | 50% | 36% | Variabile in base all’intervento |
| Sismabonus | 50% | 36% | 96.000 € per unità immobiliare |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | 50% | 50% | 5.000 € per unità immobiliare |
Tutte si recuperano in dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo e richiedono il pagamento con bonifico “parlante”, cioè con la causale e i riferimenti previsti per la detrazione.
Bonus ristrutturazioni: 50% sulla prima casa
È la detrazione più usata. Riguarda manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle singole abitazioni; sulle parti comuni dei condomini comprende anche la manutenzione ordinaria.
L’aliquota del 50% spetta al proprietario o al titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che adibisce l’immobile ad abitazione principale. Vale anche se l’immobile diventa abitazione principale al termine dei lavori. In tutti gli altri casi, ad esempio seconde case, immobili in affitto o lavori sostenuti da un inquilino, l’aliquota è del 36%.
Ecobonus: riqualificazione energetica
L’Ecobonus copre gli interventi che migliorano le prestazioni energetiche dell’edificio: isolamento dell’involucro, sostituzione degli infissi, schermature solari, pannelli solari termici, pompe di calore e sistemi ibridi. Anche qui l’aliquota è del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili. Il tetto di detrazione cambia a seconda del tipo di intervento.
Un punto da non sottovalutare: dal 2025 le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili non sono più agevolate, né con l’Ecobonus né con il bonus ristrutturazioni, anche se a condensazione. Restano agevolabili i sistemi ibridi e le pompe di calore.
Sismabonus: interventi antisismici
Il Sismabonus riguarda gli interventi di messa in sicurezza statica degli edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Dal 2025 segue lo stesso schema degli altri bonus: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, con un limite di 96.000 euro per unità. Prima di progettare l’intervento è importante verificare la classificazione sismica del proprio comune.
Bonus mobili ed elettrodomestici
Il Bonus mobili è prorogato al 2026 con detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare. Non è un incentivo autonomo: spetta solo se l’acquisto è collegato a un intervento di recupero edilizio sullo stesso immobile, iniziato a partire dall’anno precedente a quello dell’acquisto. Gli elettrodomestici devono rispettare le classi energetiche minime previste e il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta di credito o di debito).
Che fine ha fatto il Superbonus 110%
Il Superbonus, introdotto nel 2020 con un’aliquota del 110%, è stato ridotto progressivamente negli anni successivi e dal 2026 non è più disponibile per i nuovi interventi. Restano solo casi residuali, legati alle aree colpite da eventi sismici e a pratiche avviate entro termini ormai scaduti.
Chi sta ancora recuperando le rate di lavori conclusi negli anni passati continua a farlo secondo le regole in vigore al momento della spesa. Per i nuovi progetti, invece, le alternative sono il bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus.
Cessione del credito e sconto in fattura: cosa resta
Dal 17 febbraio 2023 la cessione del credito e lo sconto in fattura sono bloccati per la generalità dei bonus edilizi, salvo deroghe per lavori già avviati a quella data. Oggi, nella quasi totalità dei casi, l’unica strada è la detrazione in dichiarazione dei redditi. Per questo è fondamentale valutare in anticipo la propria capienza fiscale: una detrazione che non trova abbastanza imposta da cui essere sottratta, anno per anno, va in parte persa.
Attenzione se il reddito supera 75.000 euro
Dalle spese sostenute nel 2025 vale un limite complessivo alle detrazioni per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro (art. 16-ter del TUIR). Il tetto di spese detraibili parte da una base di 14.000 euro per i redditi tra 75.000 e 100.000 euro e di 8.000 euro oltre i 100.000 euro, e viene poi moltiplicato per un coefficiente che dipende dal numero di figli a carico. Il limite riguarda la quota annuale effettivamente detraibile, non l’aliquota né il limite di spesa del singolo bonus. Le rate di spese sostenute prima del 2025 non sono interessate.
I bonus che non esistono più
- Bonus facciate: concluso con le spese del 2022.
- Bonus verde per giardini e terrazzi: non prorogato dopo il 2024.
- Bonus barriere architettoniche al 75%: concluso con le spese del 2025. Dal 2026 gli interventi per l’accessibilità (scale, rampe, ascensori, servoscala) rientrano nel bonus ristrutturazioni, con le aliquote ordinarie.
- Bonus idrico: non più attivo.
Cosa cambia dal 2027: perché conviene pianificare adesso
Senza nuove proroghe, il 2026 è l’ultimo anno con l’aliquota al 50%. Dal 2027 le detrazioni scenderanno al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Dal 2028 è prevista un’aliquota unica del 30%, con limite di spesa ridotto a 48.000 euro.
Per le persone fisiche conta la data del pagamento, non quella di fine lavori. Programmare bene il calendario dei bonifici, d’intesa con l’impresa e con il proprio consulente fiscale, può fare una differenza concreta sull’importo che si recupera.
Come ti aiutiamo
Una detrazione si ottiene solo se il progetto è corretto fin dall’inizio. Come architetti seguiamo tutti gli aspetti tecnici: la verifica dello stato legittimo dell’immobile, il progetto, il computo metrico, le pratiche edilizie (CILA, SCIA o permesso di costruire) e la direzione lavori, con la documentazione che serve per accedere ai bonus. La verifica della detrazione effettivamente spettante va completata con il proprio commercialista o CAF.
Stai pensando a una ristrutturazione a Padova o in provincia? Scrivici: valutiamo insieme gli interventi e i tempi più adatti per sfruttare le aliquote del 2026.
Articolo aggiornato al 29 ottobre 2026. Le norme fiscali cambiano spesso: prima di avviare i lavori verifica sempre le regole in vigore con un consulente fiscale.