La mansarda si riempie di luce

Nel quartiere universitario del Portello, a Padova, una mansarda all’ultimo piano di un edificio anni Sessanta è stata trasformata grazie all’accorpamento di due bilocali dalle metrature ridotte, con stanze piccole e bagni ciechi. La sfida progettuale è stata creare una continuità fluida tra gli spazi, pur mantenendo il carattere unico di ciascun volume.

Una libreria passante funge da filtro tra le aree, mentre la differenza nei pavimenti è stata reinterpretata come elemento di integrazione materica. Il nuovo parquet in legno posato a spina di pesce unifica visivamente gli ambienti, donando calore e ritmo allo spazio. All’ingresso, una scatola contenitiva monocromatica realizzata su misura sfrutta al massimo lo spazio disponibile, risolvendo la mancanza di zone di servizio. Il tavolo, anch’esso disegnato su misura, è composto da moduli combinabili per adattarsi a diverse configurazioni in base al numero degli ospiti, o alle necessità degli abitanti.

La grande finestra a nastro della cucina incornicia i tetti storici della città, amplificando la luce naturale che entra anche dai lucernari in copertura. Le falde differenti, che si incastrano in geometrie asimmetriche, generano giochi di luce dinamici e inaspettati.

Il progetto valorizza la verticalità e l’unicità dell’attico, creando ambienti pieni di carattere, dove ogni dettaglio architettonico nasce dalla relazione tra volumi, luce e dettagli su misura.

Collaborazioni:
Fotografie di ©Fabio Bascetta
Stato:
Concluso
Anno:
2022
Luogo:
Padova